coltivare la speranza — nutrire la fede — San Charbel. Ritrovare la pace — Santi e Beati
San Charbel: ritrovare la pace, nutrire la fede e coltivare la speranza
Tempo di lettura: 3 min
Autore: Editrice Shalom
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In un mondo sovraccarico di rumore l’eco di una voce lontana, eppure attuale, risuona dal cuore del Libano: quella di san Charbel Makhlouf. La sua è una spiritualità che, pur nata nel silenzio di un eremo, parla direttamente al cuore del cristiano – e dell’uomo – moderno, offrendo una via per ritrovare la pace, nutrire la fede, vivere in modo coerente e coltivare una speranza incrollabile.
Una spiritualità contemplativa e radicale
La spiritualità di san Charbel si distingue per la sua intensità contemplativa, il silenzio fecondo e la totale dedizione a Dio. Il suo non è uno sterile isolamento, ma una scelta profonda di ascolto interiore. Fin da bambino amava ritirarsi a pregare in una grotta e questa inclinazione alla solitudine e al colloquio con Dio divenne la base della sua vita eremitica.
La sua giornata era scandita da una preghiera incessante ed elemento centrale della sua vita è stata l’umiltà radicale: non cercava riconoscimenti, ma svolgeva con dedizione i lavori più umili.
Nonostante la sua vita ritirata, Charbel ha vissuto una fede operosa. Si dedicava al lavoro manuale nei campi e all’aiuto dei bisognosi, anche quando ciò significava camminare per ore.
Infine, la sua intercessione potente è ben nota, con numerosi miracoli attribuiti a lui, specialmente guarigioni fisiche e spirituali.



